martedì 28 gennaio 2014

Lettera di una madre al figlio

Figlio,
caro mio figlio,
Luce
Nel buio dei miei ricordi.
T'ho amato,
Come solo un figlio
Si può amare.
A lungo t'ho cullato
Nel mio caldo grembo.
T'ho guardato crescere
Ogni giorno,
Quando ancora
Trovavi riposo
Tra i miei seni
Di madre.
T'ho cantato una ninna nanna
Per farti dormire
Sereno
E per te,
Ho pregato un dio
Che le mie suppliche
Non ha udito.
Ti carezzavo la fronte
Quando
Un indomabile febbre
Mi teneva sveglia
In preda
Ai pensieri tempestosi
Della notte.
Tante volte
T'ho stretto le mani
Quando la paura 
Avvolgeva 
I tuoi sensi.
Tante volte 
Per te,
ho tramutato la mia esile figura
In quella di  un enorme gabbiano,
Per offrirti riparo
Sotto le mie ali.
Ho lottato per te
Finchè non sei cresciuto abbastanza
Per condurre da solo
Le interminabili battaglie
Che ti riservava la vita.
Ed in te
Io
Trovavo la mia ragione
Di vita.
Grazie a te
Ho sopportato dolori
E frustrazioni.

Ti ho baciato
Figlio mio
sull'uscio,
Ignara che quella
Sarebbe stata l'ultima volta 
In cui le mie labbra
Sfioravano
il tuo viso caldo.
Ignara che quella
sarebbe stata l'ultima volta
Che avrei visto i tuoi occhi,
Il tuo sorriso,
la tua vita.
L'irrazionalità di un uomo,
mi ha privato di te,
Riducendoti
All'imperfetto dell'essere.

Figlio mio,
caro amato figlio,
Non volermene
Se nel mio cuore,
Non c'è spazio ormai
Per il perdono.



Dedicato a voi....

lunedì 27 gennaio 2014

Giornata della Memoria,per ricordare ciò che piano si dimentica

27 Gennaio 2014.
Rifletto...Come ogni anno,in questo giorno si celebra la giornata della Memoria,in ricordo delle vittime del genocidio perpetrato dalla Germania nazista,nel corso del secondo conflitto mondiale.
Non starò qui a fare il resoconto,ne ad illustrare la storia del nazismo e dell'Olocausto.Ho sufficiente fiducia per pensare che un pò tutti sappiamo cosa sia successo,in quegli anni passati alla storia come gli anni più bui del genere umano.
Penso semplicemente, e a stento trovo le parole per scrivere. Sarà la mia "eccezionale" sensibilità che non mi permette di guardare con indifferenza,le immagini degli ebrei,dei malati,degli omosessuali,degli zingari e degli anziani,intrappolati dal filo spinato,in attesa della morte.
Sarà che per quanto mi sforzi,non riesco a spiegarmi come sia stato possibile che degli uomini abbiamo potuto sterminare altri uomini,per una questione di razze.Il numero complessivo delle vittime si aggira attorno ai 15.000.000 di persone,di cui 6.000.000 di ebrei.
Non sono solo numeri.Ognuna di quelle persone,aveva una vita,una storia alle spalle da raccontare.Ognuna di quelle persone aveva dei sentimenti,ognuno i suoi vizi,le sue abitudini,le sue passioni.Ognuna di quelle persone aveva forse un amore nascosto,un segreto...Eppure spesso ne parliamo con estrema freddezza,trattiamo l'argomento con lo stesso distacco con cui si analizzano dei dati di statistica,dimentichi forse del fatto che quegli anziani mandati al macello erano come i nostri nonni,che quegli uomini e quelle donne erano come i nostri genitori,e che quei ragazzi,erano ragazzi come noi,magari con le nostre stesse ambizioni,con i nostri stessi sogni.
Provate,anche solo per un momento ad immaginare la paura,ammassati come bestie dentro un treno di cui non conoscete la destinazione.
Immaginate la frustrazione dell'essere privati di ogni bene,l'umiliazione dell'essere spogliati dei propri vestiti,nudi in mezzo al freddo,dell'essere studiati,analizzati come cavie.
Immaginate il terrore dell'essere privati di un figlio che per tanto tempo avete tenuto nel vostro caldo grembo.
La paura accecante all'idea di morire per un si,o per un no,di ritrovarvi con la canna di una pistola puntata sulla testa.
Immaginate di stare all'interno di una doccia,di sentire il gas invadervi il corpo,la bocca,i polmoni,mentre il respiro diventa ogni secondo che passa,più affannoso.Brucia la carne,brucia lo stomaco,il cuore e i ricordi,mentre la vista si appanna, tutto diventa buio ed il vostro corpo si riversa sul suolo.
Immaginate di dover trascinare i cadaveri dilaniati dal freddo e dalla fame,i cadaveri dei vostri vicini,dei vostri parenti o genitori,di doverli dirigere tra le fiamme impietose di un gigantesco forno.
Immaginate l'odore nauseante di carne bruciata che penetra nelle narici e si attacca ai capelli.
L'unico modo per scappare da quell'inferno,è morire.
Sembrerebbe quasi la trama di un romanzo dell'orrore,ma fa ancora più paura pensare che tutto questo è reale,che è successo per davvero.
Sono passati 69 anni dalla fine della seconda guerra mondiale,dalla fine di quest'incubo e già sento che c'è chi si è stufato di questa giornata della memoria,dei film e dei documentari sul nazismo,dei discorsi, delle riflessioni.E di fronte a scene così squallide e vergognose,non so mai come reagire.Non so mai come reagire quando mi vine replicato che se non ci fosse stato il nazismo,non ci sarebbero stati numerosi progressi nella scienza,quando sento chi il nazismo lo apprezza,non si sa poi per quale esatto motivo.Rimango senza parole,un profondo odio mi invade il cuore.Mi chiedo come si possa passare con così tanta noncuranza,con questo fare così spavaldo,sopra la memoria di 15.000.000 di persone.Mi domando se l'uomo abbia davvero una coscienza,un anima,o sia solo chimica.
Mi vergogno immensamente e un atroce rabbia si impossessa di tutto il mio essere.E a chi puntualmente ribadisce che è necessario finirla con queste giornate della memoria,rispondo che questi giorni non saranno mai abbastanza affinchè l'essere umano estingua quel debito che ha verso se stesso,e verso la sua dignità.
E a chi certamente vorrà replicare  che vengono ricordate solo le vittime dell'Olocausto e che anche io come tanti altri passo sopra i cadaveri dei prigionieri politici di Stalin,bè a costui preferisco non rispondere.Reputerei sufficientemente offensivo,che le mie parole vengano,strumentalizzate e ridotte a bassa e vile propaganda sinistroide,e forse erroneamente interpretate come un modo subdolo e quanto mai intricato per giustificare lo sterminio dei prigionieri politici di Stalin.Qui non si parla di politica,si parla solo e semplicemente di memoria,e chiunque con un minimo di cervello e di cuore,dovrebbe ricordare ciò che è accaduto,a prescindere da qualsivoglia idea o tendenza.

Ricordiamoci di non dimenticare...




sabato 18 gennaio 2014

A un vecchio amato in sogno

Lo guardo negli occhi
lo ascolto attentamente.
Odo il suono della sua voce rassicurante
che penetra nelle orecchie
e si insinua
nei miei pensieri.
Mi perdo nell'immensità
dei suoi occhi
e non mi stanco.
Ogni ruga
che segna quel viso
pare voler raccontare
una segreta storia,
perduta nel tempo,
in un Etiopia lontana.
Svanisce
come la nebbia
trascinata dal vento.

L'inquietudine

Pioggia
cade violenta
sull'asfalto
già bagnato
di questo maggio
così vigliacco
così irrequieto
che si fa aspettare
dalle anime
disperse
di questa
fredda terra
desolata.
Anime che attendono
intrepide
con affanno
di vedere
la luce
di un sole.

parole


Il parto
della mia mente
sono nuvole
di inchiostro.
Indelebili
gocce di nero
nel giorno
che diventa notte
lunga
senza stelle
e senza anima.

Vuoto

Il cielo 
vasto
infinito 
si erge,
si innalza imponente
e presuntuoso
sopra la mia testa.
Nella mia mente
Nuvole di vuoto
si danno la mano
e le stagioni
non hanno tempo.

venerdì 17 gennaio 2014

L'orologio


L'orologio è appeso
alla parete della mia stanza .
Pare fissarmi in continuazione
con aria severa.
Pare contare il tempo
che mi resta.
Insistente
incessante
quello spaventoso tichettio.
Mi domando
quando si fermeranno quelle lancette,
e quando cesseranno
di funzionare le batterie
che alimentano
l'impietoso congegno.
Mi riprometto 
di non ricaricarlo
mai più,
per poter vivere
senza il timore
del tempo che vola via
inarrestabile.

Pioggia

Pioggia 
finalmente 
ad interrompere
questo caldo,
asfissiante
mortificante.
Le pareti
si sciolgono
attorno 
a me.
Io stessa
mi squaglio
come la cera
di una
candela.
Una pozza 
putrida di sangue.
Un amalgama
di budella
e brandelli 
di pelle bruciata
come carta.
Finalmente
aria da respirare.
Il vento
e le tende
ballano assieme.
Cade la pioggia.
L'odore di
asfalto bagnato
mi penetra
le narici
e il cervello,
inebriandomi.
Il traffico della città
si interrompe
per un pò.
Nessuno
va a spasso,
non sotto la pioggia.
Ambulanze
frenetiche.
Non si sentono
che ambulanze.