martedì 8 aprile 2014

Capire

Infine,
eccomi a capire.

Tanti anni ho trascorso
rintanata nel mio guscio
di creta,
ignara,inconsapevole
delle crepe
che piano si formavano.

E il sole scagliava i suoi raggi
che caldi,e possenti
scalfivano
il mio buio ideale,
quel buio
che mi rendeva cieca,
quel buio che io avevo creato
per sopravvivere
a un mondo di tradimenti.

I suoni,i clacson,
le voci e le parole,
efferati
interrompevano il silenzio
che mi aveva reso sorda,
che mi aveva garantito
di non conoscere
la verità.

Un giorno,
il temporale
mi privò del mio rifugio,
ed io rimasi li,
sola e nuda
contro tutto il mondo.

Ero confusa,
la luce era forte ed accecante,
il calore mi bruciava la pelle
ed un turbinio di voci
 mi invadeva i pensieri.

Ero persa in una terra che
mai avevo visto,
che avevo solo immaginato,
idealizzato.

Eppure
in quella terra sconosciuta
io ci vivevo da sempre,
da sempre l'amavo,
da sempre la baciavo,
da sempre ne sentivo il profumo,
ma sempre avevo scelto
di non conoscerla a fondo.

Sempre avevo preferito sognarla,
e mai,
avevo scelto di guardarla.

Immaginavo che quando quel mio guscio
si fosse rotto,
allora mi si sarebbe palesata
dinnanzi agli occhi,
la verità.

Ma non accadde nulla.

Restai li,
sola,
tentando invano di coprire
le mie nudità,
le mie più profonde debolezze.

Ma da chi  mi nascondevo,
non saprei dirlo.

Quando il sole tramontò,
scorsi la luna,
e fu allora che capii
che era da me stessa che scappavo,
a me,
volevo nascondere le mie debolezze,
i miei errori,
i miei sentimenti.

Attendevo la verità,
perchè mi rifiutavo di capire,
che la conoscevo da sempre,
che era dentro me,e che
semplicemente
mi rifiutavo di affrontarla.

Capii che la mia paura
della solitudine,
mi aveva cambiato,
mi aveva costretto a sottostare a delle regole,
che altrimenti
non avrei accettato.

Capii che quella stessa paura,
mi aveva fatto credere di poter cambiare
in meglio,
coloro che amavo.

Capii che per quanto mi ostinassi
a circondarmi di persone,
in fondo ero sola col mio guscio.

Quella mia paura,
mi aveva reso cieca,
e sorda
verso il mondo,
mi aveva reso debole,
mi aveva fatto impazzire.

Capii che il mio rifugio,
altro non era se non il mio modo
per scappare dalla verità che
mi avrebbe reso sola.

Era un guscio di paura
che mi aveva ucciso  la mente,
ma risparmiato il corpo.

Mi apparve tutto così chiaro,
così raccapricciante.

Avevo rinunciato al mio essere,
a me stessa,
alla mia persona.

La paura mi aveva convinta
che amare significasse
accettare tutto.
Ed ho accettato torti,
insulti,
umiliazioni,
tradimenti d'ogni sorta.

Volevo cambiare chi amavo,
ignara che chi amavo
stava già cambiando me,
profittando delle mie debolezze
fino a rendermi,
una persona di ghiaccio,
fino a rendermi quella che sono.

E' difficile
convivere con la vergogna,
e il rimorso
che provo per me stessa,
nè so,
se mai
riuscirò a perdonarmi
per essermi automutilata,
per essermi privata di quella parte
dell'anima
che mi dava fiducia nel prossimo,
una fiducia
che nonostante i miei sforzi,
non riesco a recuperare.

Mi pento amaramente,
di aver fatto tutto
in vista di un sentimento
che credevo sincero,
che credevo profondo,
che chiamavo amore.

E no,non era una cosa da poco,
io ho dato la vita,
ho dato me stessa
per quello che pensavo fosse
Amore.

Vi prego,
risparmiatemi il vostro cinismo,
la vostra morale,
il vostro falso,distaccato ottimismo,
le vostre stupide,
inutili manie da filosofi saccenti
che mi danno il voltastomaco.

Risparmiatemi
vergognose,offensive giustificazioni,
risparmiatemi i consigli sul vedere il lato positivo.

Io mi conosco,
so chi ero,
so cosa sono diventata,
e nulla in tutto ciò
vi è di positivo.

venerdì 4 aprile 2014

Internet:Dalla pirateria informatica alla tutela dei minori

Io sono dell'idea che il diritto d'autore sia sacrosanto e in quanto tale debba essere giustamente tutelato.Sono però anche dell'idea che questo obiettivo non sia di così facile realizzazione,e lo penso unicamente perchè la rete consente inevitabilmente di infrangerlo,con speciale riguardo per le produzioni cinematografiche.
Quindi,ora il punto è questo:ha davvero senso continuare a varare leggi che mirano a punire gli utenti che fanno uso di programmi come "Torrent" o "E- mule"o coloro che hanno l'abitudine di guardare film in streaming?
Recentemente la Medusa film,ha intentato e vinto una causa contro il social network russo VKontakte,per aver permesso agli utenti di trasmettere in streaming,l'ultimo film di Checco Zalone,record di incassi in Italia. Conseguentemente il sito è stato censurato. E' opportuno per altro, tenere a mente che VKontakte,nonostante permettesse la visione di film,non è un sito streaming,bensì un social network,ergo è come se si decidesse di oscurare facebook. 
Ma al di là di questo,pochi giorni dopo alcuni geni dell'informatica,hanno comunque trovato il modo di accedere al sito,suggerendo per altro,agli utenti insoddisfatti,a causa di detto provvedimento,soluzioni per poter continuare a vedere film streaming  su VK.
Alla luce di ciò mi viene da pensare,che quantunque possa essere giusto tutelare il diritto d'autore,varando leggi volte a censurare od oscurare contenuti di un qualsivoglia sito,quelle leggi verranno sempre prima o poi,infrante.
Ripeto dunque la domanda. Ha davvero senso proseguire su questa strada?
Personalmente penso di no.Penso piuttosto che sia necessario stare al passo con i tempi,varando magari una legge che regoli questo fenomeno,censurando si,quei siti che infrangono il diritto d'autore,ma allo stesso tempo promuovendo la creazione di uno o più canali nei quali gli utenti possano sentirsi liberi di guardare una qualsivoglia opera,a patto però che questi canali prevedano la visione gratuita o al massimo,un abbonamento annuale a bassissimo costo.Ritengo infatti che se allo stato attuale vi fosse un sito simile,la gente non avrebbe motivo di guardare film in streaming su canali "illegali",ma che probabilmente,a costo di pagare una piccola somma,frequenterebbe più assiduamente un sito perfettamente regolato dal nostro ordinamento giuridico.
C'è anche da dire che forse un piccolo passo in questa direzione già si sta facendo. Ho saputo infatti della promozione di un canale che se non erro si chiama "Infinity" che consente la visione di film in streaming. A quanto ho letto è previsto per gli utenti un breve periodo di prova assolutamente gratuito,ma nel momento in cui si stipula il contratto con la compagnia,è necessario pagare la cifra di 9,90 euro al mese per continuare ad usufruire del prodotto.
Devo ammettere che,almeno a parer mio, si tratta di una cifra troppo alta per poter convincere tutti gli utenti italiani ad utilizzare questo tipo di canale.Ma questo è solo un mio pensiero,e onestamente fin quando i prezzi non caleranno,non farò alcun abbonamento.
Ma se si desidera rimanere nei limiti della legalità,bisogna sottostare a queste regole,quindi o stipuli contratti con "Infinity" o compri i dvd che costano in media 15 euro.
Ai tempi d'oggi,con una crisi economica dalla quale sembra non esservi alcuna via d'uscita,non so davvero in quanti possano permettersi di spendere 15 euro per guardare un film.Anche i noleggi poi non sono esattamente convenienti,o almeno non certo quanto guardare film su streaming!Insomma lo streaming gratuito conviene sempre e comunque,se per altro,i prezzi di dvd,abbonamenti e noleggi,rasentano i limiti dell'insostenibile è ovvio che gli utenti continueranno imperterriti ad usufruire della tanto odiata pirateria informatica.
Ma,in verità,c'è un altra,ulteriore questione che mi trapana incessantemente il cervello. Le nostre Autorità fanno giustamente il possibile per arginare il fenomeno della pirateria,eppure non vedo lo stesso impegno applicato nel controllo della rete,più ampiamente intesa,soprattutto per ciò che riguarda la tutela dei minori,perchè in tal caso non si tratta di libertà,ma di vera e propria tutela.
Consideriamo ad esempio il social network più amato da tutti:Facebook.
Più si va avanti,più ho l'impressione che Facebook assuma le sembianze di un sito pedopornografico. Quando avevo fatto l'iscrizione,tempo fa,si richiedeva all'utente di dichiarare la sua maggiore età. Il sito infatti sarebbe dovuto essere vietato ai minorenni.
Lo ammetto,la mia prima iscrizione su facebook l'ho fatta a 17 anni,cosicchè mi sono accorta che in verità la questione dell'età non era presa così seriamente. Io avevo infatti dichiarato di avere 18 anni.Semplice.
Però quando avevo fatto l'iscrizione,a quanto mi ricordo,non era ancora esplosa la mania di autoimmortalarsi in pose porno,con annesso sguardo ammiccante.
Adesso non si vede altro,e la cosa sconcertante è che una buona parte di queste persone sono bambini o se vogliamo essere generosi chiamiamoli ragazzini.
Cazzo,c'è un infinità di ragazzine che si atteggiano a mignotte e un'infinità di ragazzini frustrati che si fotografano gli addominali!Ma dico,è normale tutto questo?
Molte ragazzine vengono adescate da stupratori e quant'altro,proprio su facebook. E già la cosa è piuttosto grave quando riguarda ragazze e donne che si ritiene abbiano un adeguata responsabilità,ma quando si tratta di quindicenni la cosa per me diventa ancora più grave. E già se hai a che fare con un maniaco,quello ti salta addosso anche se hai 7 strati di vestiti addosso e sei brutta come la fame,figuriamoci che tipo di reazione può avere quando si trova davanti al pc foto di ragazzine in costume da bagno che sembrano voler dire "trombami quando ti pare". Certo non voglio generalizzare,ma complessivamente parlando la realtà che prevale è proprio questa. Quindi in primo luogo per me dovrebbe esserci un controllo da parte dei gestori in collaborazione con l'anagrafe di ogni paese o regione. Se sei minorenne non avrai facebook ne nessun altro social network.Punto.
Vogliamo poi parlare di siti come Ask.fm popolato per il 70% da bambini e ragazzini,che si insultano da dietro un pc,protetti per altro dall'anonimato?Vi consiglio di guardare il video  di Amanda Todd,che si trova su youtube,dove la ragazzina racconta la sua storia prima di suicidarsi. Era una ragazzina di 15 anni che si prendeva incessanti insulti su facebook e su Ask.fm
Certo in queste circostanze,credo che la responsabilità maggiore di cotanta merderia informatica,sia dei genitori. Ma se sono i genitori a fallire, allora è li che deve intervenire lo Stato per tutelare i minori ed evitare che questi crescano deviati.
Ancora un ultima cosa,sempre a tutela dei minori. Ieri sera ho letto su wikipedia la storia dei "maniaci di Dnepropetrovks",tre ragazzini schizzati e psicopatici che nel giro di un mese,nel 2007 uccisero 21 persone a martellate.
Leggendo poi diversi articoli sono venuta a conoscenza dell'esistenza di un video in merito alla questione. Un video nel quale sono immortalati questi "Maniaci" che uccidono un uomo. Ero curiosa di vedere se un video del genere fosse stato censurato e tolto dalla rete,così l'ho cercato,stupendomi per altro dell'estrema facilità con cui sono riuscita a trovarlo. Una facilità spiazzante che mi ha consentito di entrare in un sito di gente malata e perversa in cui si mischiavano pornografia e violenza estrema. Per intenderci,a inizio pagina trovo tizie nude e quant'altro,a metà pagina trovo il video che cercavo. Trovo il cazzo di video di un omicidio!
Nell'entrare nel sito non mi è stato richiesto alcuna iscrizione,ne alcuna dichiarazione attestante la mia maggiore età.
Insomma,io sono una persona adulta e sensata e non posso negare che quel video mi abbia comunque lasciato sconvolta e priva di parole. In verità non sono riuscita a guardarlo tutto,tanta era l'atrocità e la violenza,considerato poi che non si trattava di un montaggio,ma di cose realmente successe.
Ora,in quel sito,pieno di gente perversa,che esprime persino la propria ammirazione,ci sarebbe potuto entrare un bambino,o un ragazzino,e so che questo è successo,visto che su youtube ci sono i video delle reazioni della gente alla visione del filmato,e tra questi sono presenti numerosi ragazzini.Che genere di impatto può avere una cosa simile nella mente di un bambino?
Ora quindi credo sia il caso che le Autorità,non pensino solo agli interessi delle compagnie cinematografiche,ma che si muovano anche nella direzione di regolare i contenuti presenti in internet,che potrebbero se visti da occhi particolarmente sensibili e suggestionabili,avere degli impatti disastrosi.

giovedì 3 aprile 2014

vaneggi

La verità è che la speranza non è un cazzo.
"speranza".E' solo una parola,una delle tante che ci siamo inventati per indicare il nostro basilare istinto di sopravvivenza,istinto che poi è insito in ogni essere vivente. Ma non volendo stare alla pari con gli altri esseri viventi,ed anzi metterci al di sopra di essi,ecco che abbiamo inventato questa parolina magica.
E' quasi consequenziale poi,quando di parla di speranza,pensare all'animo umano. "Anima". Anch'essa altro non è se non una parola. Ma vogliamo attribuirgli il significato che ci piace,come di qualcosa di sacro,di intoccabile,e trascendentale,qualcosa di nobile. Amiamo attribuirgli l'inesistente significato recondito e profondo che si cela dietro ogni nostra azione.
Parole...parole...una dopo l'altra.
Una miriade indicibile di stronzate. Ebbene l'uomo non è "anima",non è "speranza".
L'uomo è carne,è chimica,è sangue,stimoli e impulsi nervosi. Nulla di più.
Così come l'"amore".Solo impulsi nervosi. Null'altro.
A che serve dunque sperare?A niente. Solo a tenerci in vita. Se noi uomini non sperassimo in qualcosa,non esisteremmo. Così speriamo che esista un qualche dio,perchè non vogliamo credere di essere soli. Anzi quest'idea ci terrorizza,ci sconvolge,ci fa rabbrividire. Speriamo che tutto vada bene,che tutto vada per il meglio,e nel frattempo proseguiamo nel condurre le nostre patetiche esistenze.
Speriamo e crediamo nell'amore,speriamo che nessuno ci tradisca che nessuno ci faccia soffrire,o meglio che nessuno con la sua condotta,tocchi quella parte del cervello responsabile del dolore,volutamente ignari del fatto che l'uomo in sè è malvagio,e contro ogni credenza aristotelica,non propenso alla vita sociale. Socializziamo unicamente perchè abbiamo perso l'abitudine a star soli,ci convinciamo di aver bisogno delle altre persone,quando in verità così non è.
Ogni persona volontariamente o no,toccherà quel bottone che innesca in noi un senso di malessere e d'angoscia,anche quelle persone che noi "amiamo".
Allo stesso tempo,abbiamo inventato altre due paroline magiche,una è "felicità",l'altra è "tristezza". In questo modo viviamo attanagliati,rinchiusi in questa morsa,all'interno della quale si trova la "speranza" insieme con "l'amore". Noi speriamo,e amiamo,lavoriamo,procreiamo,tutto ciò in vista di quella agognata,intangibile,onnipresente quanto inesistente felicità,convincendoci al contempo di vivere nel baratro della tristezza. Non esiste la felicità,così come non esiste la tristezza. Esiste la vita. Semplicemente. La sopravvivenza.
Eppure,quanto sarebbe dura la vita se fossimo coscienti del fatto che non esiste  nulla di ciò in cui crediamo?Se fossimo coscienti che quelle parole che usiamo così spesso,inflazionandole nel nostro comune vocabolario,altro non sono che facce inventate di un unica cosa, che è la sopravvivenza?
Ebbene probabilmente non avremmo avuto alcuna storia,non avremmo avuto l'arte. Forse non avremmo avuto niente di ciò che abbiamo. Forse non ci sarebbe stata alcuna evoluzione o addirittura ci saremmo già estinti.
Ma non importa ciò che sarebbe potuto essere,ciò che importa è ciò che è,adesso,in questo momento,in questo istante.
In questo istante,noi speriamo,noi amiamo,noi viviamo cercando la felicità.
Forse ciò che ho scritto sono solo stronzate,forse sono solo un vano e disperato tentativo di convincermi che la speranza e l'amore non siano importanti. Forse è solo che sono stanca di sperare che tutto vada bene quando così non è,forse sono stufa di sperare che non ho sacrificato le mie reali volontà per niente,quando probabilmente è così.
Forse sono stufa dell'amore,sono stufa di questo legame che consuma ogni energia,un legame così intenso da farti intravedere l'essenza della vita e al contempo farti morire.

Tuttavia.
Io credo in quel che dico,e ci credo profondamente,ma le onde di questa vita mi prendono,mi stravolgono,mi sbattono da una parte all'altra,spingendomi lontano dalla spiaggia sicura dei miei pensieri che stanno fermi,immobili,possenti come colonne di marmo,ma che al contempo,vagano assieme a me,costringendomi a rivederne ogni volta la struttura, intrappolandomi in un vortice di costanti trasformazioni e cambiamenti che mi confondono e mi tramortiscono. Infine mi ritrovo sempre sola senza alcun porto quiete nel quale attraccare e riposare tranquilla.

Solo sopravvivenza. Questo è il trucco. Credere che non vi sia null'altro che questo.