venerdì 9 maggio 2014

Cambiamenti

Mia madre mi diceva sempre che la vita è come una scatola di cioccolatini.....ah no....quello era Forrest Gump.....no...
mia madre mi diceva sempre che il tempo guarisce ogni tipo di ferita.
Ma io ero scettica,mi sembrava la tipica frase che qualsiasi madre avrebbe detto al figlio nel vederlo soffrire.
In verità,aveva ragione.Lo capisco adesso,a distanza di un anno.
Mia madre,di difetti ne ha tanti.
Ma è una donna saggia,mi ha insegnato tanto della vita e non le sarò mai abbastanza grata per questo.
Mi ha insegnato che il tempo aiuta a crescere,che ogni esperienza in sè ha qualcosa di buono. 
E' passato un anno da quando,armatami di coraggio ho deciso di lasciare il mio (ex)ragazzo,da quando ho aperto gli occhi e capito che quella non era la mia vita,e che quella ragazza non ero io.
E' stata una decisione sofferta.
In seguito sono passata al vaglio dei giudizi delle persone più disparate,da coinquiline a conoscenti,gente d'ogni sorta che non so precisamente per quale arcano e recondito motivo s'è sentita quasi in dovere di esprimersi in merito ad una decisione che riguardava me, e me soltanto.
La verità è che nessuno se l'aspettava. Per un pò di tempo ho interpretato la parte della ragazza solare e felice quando non lo ero. la verità è che avevo imparato a sopprimere la mia frustrazione,il mio malessere,avevo imparato a fingere.
Quello è stato un mio sbaglio,un mio errore. 
Mi chiedo però se coloro che mi hanno giudicato,abbiano pensato per un solo istante al perchè delle mie azioni,al perchè mi sia buttata con tanta frenesia tra le braccia di un altro,uno che conoscevo appena.
Ebbene ero stanca,ero esasperata,sfinita,distrutta,ero sfatta e disillusa,e stavo cadendo nel baratro della depressione.
Avevo bisogno di un abbraccio quand'anche non fosse stato sincero,ero disposta a correre il rischio pur di non restare chiusa nella mia solitudine,nel mio autolesionismo psicologico.
Avevo bisogno di una spalla possente e silenziosa sulla quale piangere.
Avevo bisogno di credere almeno per un istante che la mia vita sarebbe potuta essere diversa.
Quella spalla silenziosa,rappresentava per me la prospettiva di riprendere in mano la mia vita,il mio orgoglio,quella dignità che da sola avevo calpestato,che avevo sacrificato per amore,per quel supremo "noi".
La mia vita era un disastro.In quei lunghi anni,di amore ardente e sofferto,avevo allontanato da me la mia famiglia,avevo allontanato mia madre,mio padre,mio fratello,quelle persone che mi sbattevano in faccia la verità,che mi parlavano di incompatibilità. Quella verità era atroce e troppo dolorosa perchè io la potessi accogliere.Così imparai che la miglior difesa è l'attacco.Attaccavo mia madre a prescindere da tutto,la detestavo.
Per un periodo non ci rivolgemmo la parola. Io mi ero schierata contro di lei e contro tutti per difendere la persona che amavo.Ero sola,perchè io avevo scelto di restar sola,perchè io non accettavo la realtà dei fatti,perchè io sottovalutavo il mio malessere,che per chi mi amava era evidente,troppo evidente per lasciar perdere,per lasciar spazio al silenzio e all'indifferenza. 
Io ho detestato chi è stato sincero con me,ho detestato le uniche persone che meritavano il mio amore,e la mia stima.
Ricordo i viaggi in pullman,le lacrime.Ricordo la freddezza con la quale io e mia madre ci salutavamo.
Ma sopportavo,con forza,con decisione lottavo perchè certa che un giorno si sarebbero ricreduti. Erano loro ad avere torto. Io conoscevo la persona che amavo e sarei stata disposta a buttarmi tra le ardenti fiamme dell'inferno per proteggerla da ingiurie di ogni tipo.
E così ho fatto. Prima ho respinto la mia famiglia,poi tutti coloro che osavano pronunciare un offesa nei suoi confronti. Ero inferocita. Soffrivo le pene dell'essere frustata,umiliata,moralmente trucidata,ma fiera sorridevo,ero coraggiosa,e nessun insulto,nessuna triste battuta fuori luogo mi avrebbe potuto far crollare.Io ero fermamente convinta delle mie ragioni.
Scoprii in seguito,che la persona che amavo mi aveva mentito,che per tanto tempo,mi aveva guardato negli occhi,mi aveva detto "Ti amo" mentre la sua bocca e le sue labbra si riempivano di bugie.
Non seppi come reagire.Il mondo che avevo costruito s'era dissolto,come un castello di sabbia trascinato via dalle onde.
La mia vita,quella vita,non esisteva.Non esisteva la persona che amavo....non c'era più niente.
Ho pregato Dio di uccidermi nel sonno,perchè non potevo sopportare tanto dolore.
Io avevo lottato,avevo rinunciato a tutto,ero rimasta sola,per cosa?era tutta una bugia,una enorme finzione.
Fu mia madre ad accogliere il mio pianto quella sera,quando rientrai a casa e scoppiai in lacrime sul suo letto.Fu lei che mi abbracciò,che cercò di consolarmi.Lei alla quale avevo voltato le spalle,che avevo detestato,che avevo privato del mio amore e del mio affetto di figlia.
Piansi per tutta la notte,sperando che fosse solo un incubo.Iniziai a fantasticare sul fatto che magari fossi in coma,che tutta la vita che avevo vissuto,non fosse altro che una montatura della mia testa,una creazione del mio cervello.Che mi sarei svegliata e che nulla di tutto questo sarebbe esistito. 
Era meglio che fare i conti con la realtà,una realtà dove la persona che a lungo avevo adorato,innalzandola quasi a divinità,non esisteva,che era una farsa,una recita,una commedia. 
In vista dell'amore che avevo provato decisi di riprovare,di ricucire la stoffa di quella storia distrutta. Tentai di rimettere insieme i pezzi.
Ma io ero morta. Era morta la mia anima,il mio amore. Tutto era vuoto. Lo sapevo,ma mi ostinavo a mandare avanti la farsa,senza fiducia,senza speranza.Forse un miracolo....
Diventò una tortura atroce,per me e per lui,fino a quando non decisi di farla finita.
In 12 mesi ho cercato di riprendere in mano ambizioni e interessi impolverati che avevo rinchiuso in un cassetto.In 12 mesi sono cambiata,sono cresciuta,non so dire però se sono una persona migliore.
 Mi sono riscoperta fortemente cinica,disillusa,e diffidente,diversa da quella ragazza romantica,sognatrice che che ero una volta.
 Diversa da quella giovane che confidava in un amore struggente in stile Austen.
E in quella spalla silenziosa che mi accolse in uno dei peggiori momenti della mia patetica vita,ho trovato una persona sensibile,un anima calma e buona,che mi protegge come allora dai cattivi pensieri,che lotta contro la mia diffidenza,che frena le mie ansie,che con uno sguardo percepisce le mie preoccupazioni,che mi fa sentire fiera di quel che sono.
E' in buona parte a lei che devo la mia ripresa. 
Adesso posso sorridere quando mi guardo allo specchio.Era tanto che non lo facevo.
Le difficoltà non mancano certo,ma adesso è tutto diverso,in questo mondo ovattato all'occorrenza,dove i sono io,con i miei pregi e i miei difetti,dove mi sento amata sempre e comunque,dove non trovano spazio i sensi di colpa,dove posso sfiorare con le dita quella che pensavo un irraggiungibile felicità.
Soprattutto non commetto gli errori del passato. 
Sono serena e questo ha fatto il modo che io e mia madre ritrovassimo la sintonia perduta. 
Ho capito che vuol dire avere una famiglia,onorarla ed amarla come merita.
In quest'anno sono diventata più forte,ho avuto il coraggio di confidare i miei oscuri segreti alle persone che più amo.
E ne sono così fiera.
Non vado fiera del mio rancore.
Non vado fiera della mia incapacità di perdonare chi s'è preso gioco di me,chi mi ha tradito.
E questo è il mio unico cruccio,col quale però onestamente,convivo in maniera abbastanza serena.
Comunque,dedico un doveroso grazie alla mia famiglia che non mi ha mai abbandonato,a mia sorella,fonte inesauribile di consigli,ai miei fratelli che mi sanno sempre far sorridere,a mio padre che amo infinitamente,a mia madre che c'è sempre anche quando non lo merito,a Federica che col suo arrivo ha invaso di gioia le nostre esistenze,alla mia amatissima gattina Gaia con la quale vivo le mie emozioni da ormai 3 anni e,
un grazie a te,che mi hai fatto rinascere,che sei il mio bastone e il mio sostegno,che non manchi mai e che mi hai fatto amare.