venerdì 25 settembre 2015

Confusione autunnale

E così,quatto e silenzioso è arrivato ormai l'autunno,mentre l'inverno impaziente sembra già bussare alla mia porta.
Quasi senza rendermene conto,mi sono dunque ritrovata avvolta tra soffici felpe,a sorseggiare il tè caldo delle cinque,bevuto puntualmente alle sei,e la lampada già accesa ad illuminare pagine e pagine di straziante noia.
L'estate che ormai lontana mi saluta con un cenno del capo,ha lasciato uno strano sapore agrodolce sulle labbra,non piacevole,non sgradevole.
L'autunno è una dannazione,una stagione senza senso.
Cadono le foglie degli alberi e tutto sembra perire,insieme con la mia voglia di dire,di fare,mentre le giornate gradualmente diventano più corte,più fredde,più cupe.
In autunno mi perdo,smarrita tra le pareti della stanza,tra i libri,gli occhi del mio gatto,le mie parole.

Tutto diventa indifferente e noioso.
A momenti mi vien voglia di fare una torta e i miei occhi si illuminano per un istante.
Poi penso che dovrei uscire a cercare gli ingredienti,che dovrei scendere le scale di casa dalle quali prima o poi cadrò,recarmi al negozio più vicino e possibilmente più conveniente nella speranza di non incontrare nessuno,rimanere 10 minuti immobile davanti allo scaffale per scegliere tra qualità e convenienza, dovrei fare la fila alla cassa,circondata da persone ancora più indifferenti di me....e dopo tanti affannosi pensieri mi passa la voglia e resto chiusa in casa.
Meglio studiare.

Altre volte mi viene voglia di scrivere.
Negli ultimi giorni questa voglia mi ha preso davvero tantissime volte.
Scrivere si,ma cosa?
Che scrivere se la testa è così vuota?!
Esattamente ciò che sto scrivendo adesso,ossia tutto quello che mi passa per la mente,anche se forse non ha alcun filo logico.
A momenti cerco di incazzarmi con qualcosa,con qualcuno.
La rabbia è fonte di ispirazione per me,ora che mi sono rotta di scrivere stronzatine filo-romantiche sulla necessità del volersi bene.Ho inquinato il mondo a sufficienza con quel genere di cagate.
Niente.
Non riesco nemmeno ad incazzarmi...pensandoci bene non è che non riesco ad incazzarmi,in fondo ci sono validi motivi per cui non solo io,ma anche tu che leggi,insomma,noi,dovremmo incazzarci...solo...non riesco a manifestare la mia rabbia ecco...
Non sono motivata,cioè mi sembra assurdo manifestare la mia rabbia perchè questo paese va a puttane,quando la gente si preoccupa delle stronzate dette da una miss Stocazzo o fa il tifo per Gino che va al Grande fratello.
Alla fine...bè alla fine non ha senso incazzarsi tanto quando le cose non possono,o meglio, non vogliono essere cambiate.
Cristo....siamo imbecilli fino al midollo.
Ci meritiamo tutta la merda dalla quale siamo sommersi e ha ragione la Marcuzzi quando dice che il Grande Fratello rappresenta la cultura italiana...

Ho scritto abbastanza cagate.
Come vi ho già detto,l'autunno mi confonde e mi crea anche una discreta sonnolenza.
Cordiali saluti.

mercoledì 16 settembre 2015

L'esempio da seguire

Era da un pò che mi ripromettevo di scrivere questo post.
Oggi,dopo ormai quasi un mese di assenza dal mio blog,ho deciso  di prendermi un paio d'ore e di scrivere in merito a quella che è una delle persone più importanti della mia vita:mia sorella.
Se mi doveste chiedere com'è lei,forse la prima cosa che mi salterebbe in mente da dire,è che è quasi il mio esatto opposto,sia da un punto di vista estetico che caratteriale.
Certo,tante cose ci accomunano,ad esempio,entrambe,pur essendo molto diverse somigliamo a nostra madre,ed entrambe abbiamo dei principi ben saldi,degli irrinunciabili valori che ci hanno guidato per tutta l'esistenza fino ad ora.
Per tutto il resto però c'è quasi un abisso,e forse,proprio per questo l'ho sempre vista come un esempio da seguire.
Ho sempre pensato che fosse non solo più bella,ma anche una persona migliore di me,e lo penso tuttora.
Ma non dico questo con invidia,quanto con la più sincera ammirazione,che forse talvolta,in momenti di scarsa lucidità mentale,degenera nella assoluta adorazione.
Mia sorella potrebbe essere definita come "la brava ragazza" per eccellenza:bella,diligente,studiosa,intelligente,determinata,cordiale,solare,sempre sorridente,disponibile,affettuosa.Certo,anche lei ha tanti difetti,come tutti,ma ai miei occhi è perfetta,pur nella sua imperfezione.
In casa siamo quattro figli,lei è la secondogenita.
Talvolta il rimprovero che faccio ai miei, è di aver trasmesso tutto ciò che vi era di più bello e buono,a lei,lasciando a me gli "avanzi". Si sono impegnati talmente tanto nel crearla,che poi quando sono stata concepita io,ci rimaneva ben poca sostanza e tanta stanchezza.
Naturalmente ci scherziamo su,ma forse non è un ragionamento così assurdo se si pensa che io e mia sorella abbiamo 11 anni di differenza.
Ma tant'è.
Resta certamente il fatto che mia sorella è amata e ben voluta da tutti,tranne dagli imbecilli ovviamente che per loro tristissima natura, sono incapaci di apprezzarne le infinite qualità.
Quando qualche volta andiamo a fare visita a parenti o amici,lei viene tempestata di domande cui risponde affabilmente e con la solita cortesia che la caratterizza,Insomma, pur probabilmente non volendolo, si trova al centro dell'attenzione,mentre io resto in secondo piano.Eppure la cosa non mi tange,non mi infastidisce,ne trovo il modo o il motivo per cui dovrei biasimare chi trova piacere nel chiacchierare con lei. Come potrei mai dargli torto?Io farei lo stesso!
Soprattutto dal momento che spesso,il mio forse eccessivo contegno,viene frainteso,ed erroneamente interpretato come una manifestazione di indifferenza se non quasi insofferenza nei confronti di chi mi circonda.
Neanche io parlerei con me se pensassi di starmi sulle palle!
Ma la verità è che la nostra differenza di età,per quanto possa apparire marginale nei nostri rapporti,o nelle conversazioni in famiglia,salta invece subito all'occhio nella "vita di società".
Io non so adattarmi alle situazioni,non ho ancora imparato.
In via tendenziale dico sempre quel che penso,e questa schiettezza viene talvolta apprezzata,talvolta avvilita al punto che tante persone decidono di allontanarsi da me proprio per questo motivo.
Io sono polemica,estremamente polemica.Consapevole di questo mio difetto,in certe situazioni preferisco stare in silenzio.
Silenzio che agli occhi dei troppi diventa freddezza,snobismo,distanza.
Mia sorella invece è pacifica,estremamente pacifica.Se non la conoscessi come la conosco direi che ha raggiunto la pace interiore,e anche se dentro di lei,nella sua anima nel suo cuore,vi è una tempesta,riesce comunque a controllarsi,a sorridere,ad essere disponibile.
E' un'abilità che per fortuna o sfortuna io non possiedo.
Io perdo il controllo con estrema facilità,ed ammetto che la cosa mi preoccupa perfino.Non riesco a mandare giù il boccone amaro e a guardare avanti. Mi incazzo ferocemente,piango,distruggo tutto e se qualcosa non mi va giù la dico a costo di litigare,di discutere animatamente.
Certo ho ereditato la schiettezza di mia madre,e sono sempre stata più ribelle.
Ma non solo mia sorella è dotata di grande e forte autocontrollo,è anche estremamente determinata,
possiede quel tipo di determinazione che io,confusa come sono,non ho mai avuto,ne aimè posso sperare di avere.
Si è laureata nella facoltà di medicina veterinaria che non aveva nemmeno compiuto 24 anni,poi è andata via,all'estero.
Ha potuto mostrare la sua tenacia,la sua voglia di imparare,la sua ambizione,e soprattutto la sua bravura accompagnata da una grandissima umiltà.Non poteva non farsi apprezzare ed amare anche li,in quel paese lontano.
Io,bè io all'università sono una frana. Se lei è stata buttata fuori solo una volta in 4 anni,io ormai ho perso il conto.
Non sono determinata quanto lo era lei. Fondamentalmente non amo la materia che studio. Mi interessa si,ma non la amo,e forse questo contribuisce a rendermi ancora più schiappa e meno determinata.
Lei bè,lei ha una mente brillante,originale,creativa ma ordinata al tempo stesso.
Quand'ero bambina ricordo facevamo assieme dei disegni.I suoi erano bellissimi. C'erano tante persone sorridenti,tanti alberi,animali,cani giganteschi,bambini che giocavano con degli aquiloni.
Io cercavo di imitarla,ma puntualmente ne venivano fuori degli aborti che rasentavano il limite dell'oscenità. Disegnavo tipe in minigonna e scarpe col tacco altissimo. Col senno di poi,sembravano delle prostitute.
La mia di mente,era incasinata già da allora.
Ora lei è qui,è tornata a casa,e cristo...quanto vorrei che non l'avesse fatto.
Mia sorella,l' esempio da seguire,un simbolo per me di onestà,di bravura,la perfezione cui ho sempre ambito,ridotta al precariato.
Nella cerchia di persone che conosco non vi è nessuno che meriti più di lei,di essere apprezzata,di avere un lavoro gratificante,di essere felice.
Invece ho visto mia sorella cambiare,anno dopo anno,l'ho vista perder peso,l'ho vista perdere la serenità anche per colpa di questo dannato paese.
Io odio l'Italia.
E' un paese di merda,malgrado vogliamo continuare a fingere che così non sia,malgrado vogliamo continuare a bendarci gli occhi di fronte ai costanti episodi di corruzione, in cui si manifesta l'indole mafiosa di noi tutti.
I miei genitori ci hanno cresciuto facendoci pensare che la fatica,il sacrificio,un giorno sarebbero stati ripagati.
Ora guardando mia sorella,mi viene da pensare che non sia così.
Se hai un calcio in culo vieni ripagato,altrimenti al 98% delle probabilità, non riceverai mai un cazzo.
Mia sorella è stata l'unica persona a cui ho confidato ciò che stentavo a confidare a me stessa,ed è stata l'unica persona a non aver  mai assecondato bensì incoraggiato la mia passione per la scrittura e la fotografia.
Mi ha dato così tanto,che adesso è frustrante per me non poter fare nulla per ricambiare.
Mi sento impotente,e terribilmente incazzata,tanto da augurare a tutti coloro che a lei hanno preferito il pezzente col calcio in culo,di non riuscire più a guardarsi allo specchio la mattina,di provare un giorno la medesima frustrazione,il medesimo sconforto e la sensazione di inutilità e di impotenza che provo io nel non poter aiutare chi vorrei aiutare.
Se solo credessi in un dio,pregherei per lei,ma visto che non credo in niente,e visto che c'è già mia madre che fa voti a tutti i santi, non posso che sperare che sia ancora rimasto qualcuno in grado di valutare le capacità,non i cognomi delle persone,perchè allora,sono certa,mia sorella non avrebbe difficoltà ad ottenere ciò che merita.
Nel frattempo non posso che restare dell'idea che lei è,e resterà per me,il miglior esempio da seguire.