martedì 17 novembre 2015

Dalla Fallaci a #prayforparis:Opinioni

Dopo gli attentati di Parigi che hanno sconvolto l'Europa e il mondo occidentale,si torna a parlare di Islam,e si torna a parlare di Oriana Fallaci e della sua celebre "predica" come definita da lei stessa:"la rabbia e l'orgoglio".
Non ho mai scritto di Oriana Fallaci.Non la conoscevo e non la conosco tuttora abbastanza bene.
Ma ieri sera ho deciso di leggerla quella Oriana tacciata da taluni di islamofobia,quella Oriana a cui altri hanno chiesto scusa e dato ragione.
Dopo averla letta ho capito che molti tra coloro che la criticano aspramente così come molti tra coloro che condividono ciecamente le sue parole,della Fallaci non hanno letto o capito un emerito cazzo.
Ho letto "la rabbia e l'orgoglio" in un paio d'ore,tutto d'un fiato. Ed è stato bellissimo.
Non posso negare che oltre le divergenze d'opinione,oltre il linguaggio così violento e aggressivo,emblematica espressione della rabbia che scorreva nelle vene di una donna che aveva visto e sentito il puzzo dei corpi bruciati e martoriati dell'11 settembre,è una predica bellissima che val davvero la pena di leggere e capire.
Ed anzi è proprio la violenza che permea tutto lo scritto a conferirgli tanta bellezza.
E' un libro che fa pensare,e fa riflettere.
L'ho trovato immensamente triste.
Mentre lo leggevo mi immaginavo questa donna che ho sempre trovato bellissima,dotata del fascino che poche donne possono vantare,con lo sguardo vitreo,fredda e cinica,seduta alla scrivania,a fianco alla finestra del suo appartamento,con davanti solo la macchina da scrivere,una tazza di caffè e tanti posacenere sparsi quà e là.
Orgogliosa,fiera,coraggiosa,forte,ermetica,decisa e sola.
Terribilmente sola e perchè no,ferocemente,giustamente incazzata.
In molti hanno definito "La rabbia l'orgoglio" come uno scritto confuso,sconnesso,quasi senza senso il cui unico filo conduttore era quello dell'odio.
Odio verso l'Islam,verso i mussulmani,verso la loro storia,la loro cultura.
E' vero.La scrittrice non nascondeva certo il suo disprezzo per una cultura che ai nostri occhi è atrocemente barbara e violenta,degna solo del Medioevo.Ma d'altro canto perchè dovrebbe?
Viveva,e noi viviamo in un Paese in cui la libertà d'opinione è sancita dalla nostra Costituzione,o no?
Non condivido l'idea dell'opera sconnessa e poco logica,no.
La Fallaci aveva le sue opinioni,le sue idee e le ostentava con orgoglio e immensa fierezza e malgrado si possano non condividere le sue accuse,credo sapesse quel che diceva.
Non era un ignorante,o una pazza schizofrenica.
Aveva viaggiato,visto e conosciuto e sulla base delle sue esperienze s'erano formate le sue idee e i suoi punti di vista.
Ammiro la Fallaci e credo sia un esempio come ce ne sono pochi, di donna con le palle,che sa il fatto suo,indipendente e fiera.
Ma no,non condivido le sue idee sull'Islam,o meglio sui musulmani.
Non credo alle <<moschee che in Italia sbocciano all'ombra di un dimenticato laicismo e d'un risorto bacchettonismo -e che- pullulano fino alla nausea di terroristi o aspiranti terroristi>>.
Io credo,o forse voglio soltanto credere (non sta a me o a voi saperlo) che non sia così,che i terroristi nelle moschee siano una triste eccezione e non certo la prassi.
Non condivido l'allarmismo esasperato della Fallaci.Lo capisco,questo si,e solo un cretino per me non capirebbe.Dopo l'attentato alle torri gemelle,dopo gli attentati del 13/11/2015 a Parigi,come si può non capire che l'allarmismo è frutto di un atroce e più che giustificata paura?
Solo credo che l'allarmismo debba lasciare spazio al ragionamento,alla riflessione,non solo sul da farsi ma anche sulle origini di tanta bestialità.
E qui devo ammettere che la Fallaci non ha insistito abbastanza a parer mio su quella che era ed è la politica estera americana,sugli interessi dell'industria petrolifera e bellica del paese che lei tanto ama,(compresa l'Europa)tanto elogia,innalzandolo a simbolo di democrazia,di libertà e di tolleranza.
NOI e LORO.E' su questo che si basa il suo ragionamento,a detta di molti "delirante". C' è una chiara,nitida distinzione tra quel NOI,civili,democratici,intrisi di valori,di libertà e il LORO,barbari,bestie,fanatici.
Certo,esistono delle differenze,questo non lo si può negare,ma davvero dovrei pensare che tutti i mussulmani ci odiano,che sono tutti,o almeno in gran parte aspiranti terroristi?Perchè se così fosse,considerato l'esorbitante numero di mussulmani nel mondo,saremmo davvero fottuti.
Questa contrapposizione esasperata tra il NOI e il LORO,questa mania,frutto di una rabbia atroce e irrefrenabile,questo continuo generalizzare non solo è triste,ma anche deleterio e controproducente.
Io credo che l'America,dopo l'attentato al World Trade Center,sia entrata,o meglio caduta nel baratro di una grave psicosi,giustificabile,ma aimè strumentalizzabile e strumentalizzata,e che neanche la Fallaci infondo ne sia uscita indenne.
Alla luce degli attentati di Parigi,alla luce della minaccia Isis,"la rabbia e l'orgoglio" si mostra quanto mai attuale e riaccende il dibattito che sembrava sopito sull'Islam.
E' un libro da leggere,si,ma in maniera critica,rammentandoci che anche noi occidentali abbiamo delle responsabilità.
Questo non significa giustificare i recenti attentati che ormai tutti conosciamo,e volutamente non ho scritto ne scriverò alcuna storia sulla politica estera francese,americana o italiana. 
Non scriverò delle crociate o delle stragi fatte da fanatici cristiani.
Non scriverò nemmeno dei bambini siriani,o palestinesi,o algerini,o di qualsivoglia nazionalità.Perchè?
Perchè se non fosse stato per polemizzare contro chi ha scritto #prayforparis,o contro chi ha colorato la propria immagine del profilo facebook con i colori della bandiera francese,nessuno ne avrebbe parlato,nessuno se li sarebbe cagati di striscio,ammettiamolo.
130 francesi sono morti la sera del 13 novembre per mano di un pugno di fanatici religiosi e psicopatici. Sono morti nei dintorni dello stadio,in un bar,mentre guardavano un concerto. Civili,giovani ragazzi la cui unica ambizione era godersi il weekend.
Non attribuisco più peso alla vita di un francese che alla vita di chiunque altro,ma davvero non capisco perchè commemorare le vittime di Parigi debba essere interpretato come un gesto ipocrita e incoerente.Prima della fatidica notte di venerdì,in nessuna bacheca facebook c'era scritto un emerito cazzo sulla Siria.
E in effetti,se fossimo così santi come vogliamo apparire,ogni fottutissimo giorno dovremmo scrivere dei tre milioni di bambini che ogni anno muoiono di fame in Africa!
E poi no,non cambio l'immagine del profilo facebook con i colori della bandiera francese per un semplice motivo:non lo voglio fare.
La trovo solo una moda,come tante altre e ben poco c'entra la solidarietà per i francesi quando due minuti dopo l'attentato stiamo già condividendo selfie e stronzate e gattini.
Davvero preferisco non farlo.Non è cambiando la fotografia su un social che mostro solidarietà alla Francia.Ma questa è solo una mia opinione,come solo una mia opinione è che si nasconda,neanche troppo bene,una buona dose di incoerenza in questa mania del pray for paris accompagnata da auguri di morte a tutti i musulmani.
E mi fa davvero rabbrividire Hollande che parla di "vendetta".Chissà cosa ne penserebbe la tanto amata Oriana che insisteva nel sottolineare disgustata che nell'Islam vige ancora la legge del "occhio per occhio"!
Parole come "vendetta" me le potrei aspettare da un comune cittadino,non dal presidente di uno stato civile e democratico,baluardo della laicità e della tolleranza,ma tant'è.
Premesso,infine,che nessuna guerra segnerà la fine delle guerre,che il sangue chiama sangue,e che non è uccidendo alcuni terroristi e migliaia di civili che si sconfiggerà l'Isis,mi permetto di unirmi parafrasando ad una riflessione della Fallaci:è giusto esprimere la propria paura,il proprio patriottismo senza temere di esser tacciati come razzisti,ma è anche vero,aggiungo io, che si dovrebbe poter predicare la tolleranza e la comprensione senza temere di esser etichettati come buonisti.