sabato 30 gennaio 2016

"#LeSocialPippe"

Dato un recente e disdicevole avvenimento che mi ha visto colpita,mi trovo costretta a precisare alcuni punti a proposito dei rapporti uomo-donna che sovente si instaurano su social network come facebook. Già tempo fa,espressi i medesimi concetti,proprio sulla sopracitata piattaforma,ma ora come non mai,è evidente che il messaggio non è stato colto o recepito da tutti.Mi rivolgo essenzialmente agli uomini,perchè fino ad ora non ho avuto problemi simili con le donne,ma arrivo subito al dunque:
1)se una ragazza risponde ad uno o più messaggi su facebook,o arriva perfino ad instaurare con voi una qualsiasi conversazione su un social,questo non vuol dire che è single,e le sue gambe non si spalancheranno come al grido di "apriti sesamo",o "mellon" se siete fan de "il Signore degli Anelli";

venerdì 29 gennaio 2016

Monologo

Guardatemi,
guardatemi pure e giudicatemi se ciò vi compiace.
Sminuitemi se ciò vi farà sentire più sicuri.
Avvilitemi, se ciò vi renderà più fieri.
Pensatemi pure come una fragile foglia
che va,dove soffia il vento.
Deridetemi vedendo in me la debole
che tenta invano di esser forte.
E ancora pensatemi come una riserva.

Non temete.
Io non ho paura.
I vostri giudizi mi lasciano indifferente,
scivolandomi sulla pelle
come fossero acqua piovana.
Nè mi interessa la vostra opinione,
quella mania di trattarmi con sufficienza,
e noncuranza,
di guardarmi con disprezzo,
o ancora quella malata abitudine di usarmi,
di vedere in me l'amica di comodo.

Oh no,
amici miei,pensatemi come più v'aggrada,
riducetemi a niente,
riducetemi a merda,
ma non illudetevi.
Non è la stupidità,quella che si cela
dietro il mio tombale silenzio,
non è la debolezza quella che si nasconde
nelle mie mancate reazioni.
Non illudetevi che nel vuoto della mia stanza,
io pianga,o mi disperi per voi,
i vostri giudizi,o le vostre parole.
Non illudetevi che mi masturbi il cervello,
per la vostra uscita di scena.

Non siete altro
che impercettibili,superficiali crepe
di una cornice.
Ma è il quadro che mi interessa,
il quadro della mia vita di cui ancora delineo i tratti
ma di cui voi non fate parte.
Vado oltre,semplicemente,
consapevole del fatto che quel che temo
non sono i vostri,
ma i miei giudizi,
non  la vostra,
ma la mia coscienza.

Non mi preme che arrivi
la resa dei conti.
Troppo orgogliosa per vendicarmi,
andrei avanti,
rivolgendovi un cordiale "buongiorno".
E non per rancore scrivo queste righe,
non per rivincita,o un insensato
immotivato riscatto.
Scrivo per invitarvi a pensare,
a guardarvi e studiarvi a fondo,
a capire che non è me che giudicate,
che criticate o sminuite,
non è me che riducete a niente,
ma la proiezione mentale che avete del mio essere,
solo un' idea.

Giudicatevi,con sincero distacco,
e con la medesima severità
che adoperate nel farlo con gli altri,
e vi accorgerete che le vostre amare,
e pungenti parole,
i vostri immaturi,
volgari e patetici atteggiamenti,
altro non sono che sintomo e riflesso,
delle vostre atroci paure,
delle vostre insicurezze,
cui convenientemente attribuite il mio volto.

Con questo invito vi saluto,
disillusa e certa,
che in eterno resterete ancorati alle vostre illusioni.
Io,dal canto mio,
preferisco non pensarvi.



"Sera sul viale Karl Johann"   Edvard Munch

mercoledì 13 gennaio 2016

Festeggiando 5000 visualizzazioni:Grazie a chi mi legge,nonostante tutto

A volte mi chiedono perché mi ostini a scrivere su questo blog.
A volte ad essere onesta,me lo chiedo anche io.
Ci sono giorni in cui lo sconforto la fa da padrone. Sono quei giorni in cui spendi ore,ricerche,pensieri,per riordinare le idee ed evitare di scrivere fesserie e poi nessuno lo apprezza,nessuno ti legge,perchè obiettivamente a nessuno interessa.
E come dare torto a chi non mi legge? Chi sono io,se non una studentessa di giurisprudenza,che per una vita è rimasta incastrata nella stessa isola,che non ha visto nulla,che non capisce nulla...
Eppure,nonostante me lo sia ripromessa tante volte,e tante volte ci sia andata davvero vicina,non ho avuto il coraggio di cancellare questo mio spazio sul web.
Ho scritto il mio primo post il 28-08-2013. Più di due anni fa.
In più di due anni,solo 5022 persone hanno "visitato" il mio blog. In pochi lo hanno commentato,in pochi hanno condiviso,eppure,tra quei pochi c'è anche chi ogni volta mi legge,chi mi apprezza,pur restando nell'anonimato.
Mi leggono perfino persone inaspettate.
Di recente ad esempio un signore del paese dei miei,entusiasta,mi ha fermato per scambiare due parole a proposito del mio blog.
Ero talmente stupita e confusa che lì per lì non capivo nemmeno di cosa stesse parlando!Poi il mio cervello ha ingranato,s'è ripreso e ho provato una fortissima emozione.
Ho ricevuto anche dei messaggi in chat,su facebook.
Una ragazza mi ha scritto:"Leggerti è veramente un piacere!!In gamba ,sensibile, semplice, introspettiva,analitica,brillante,divertente,ironica,intelligente, e alle volte sarcastica...in una parole,grande!".
Quando ho letto queste parole,sullo schermo del mio telefono,le mie mani hanno iniziato a tremare. Ero commossa. Non potevo credere che quelle lodi fossero rivolte a me,da una persona che non mi conosce,ma a cui semplicemente piace leggermi.
E' stato davvero,incommensurabilmente gratificante,come gratificante è stato il messaggio di un ragazzo che mi ha scritto "Basta smettila di scrivere. Sei la mia blogger preferita!".
Io scrivo per mettermi in gioco.
Ci vuole pazienza per tenere un blog,e ostinazione.
Ci vuol pazienza soprattutto quando chi sa che tieni un blog ma non lo legge,si sente nella condizione di doversi giustificare,cosa per me piuttosto imbarazzante,peraltro con osservazioni tipo "scusa,ma scrivi troppo/scrivi cose troppo lunghe".
Forse è vero,ma io scrivo solo ciò che reputo utile e se questo vuol dire scrivere troppo,allora va bene. Non scendo a compromessi,non voglio amputare,recidere il filo dei miei pensieri o delle mie idee,unicamente per ricevere una manciata di visualizzazioni in più.
E' una scelta,una mia scelta che pago a caro prezzo ogni volta che il mio lavoro non viene considerato o calcolato,ma è una scelta che vale la pena compiere.
Chi ha interesse a leggermi,lo fa indipendentemente dal fatto che scriva 10 o 200 righe,ed in tutta franchezza, non mi importano i like di chi si fa intimorire o fermare dalla lunghezza di un post,di chi teme perdere 5 minuti della sua esistenza per leggermi,preferendo piuttosto investirli a guardare cosa ha fatto tizio nel weekend.
Va da sé che i complimenti non sono all'ordine del giorno,va da sé che ci siano periodi di sconforto in cui mi sento patetica e idiota,ma almeno sono fedele a me stessa,almeno i pochi complimenti che ricevo sono obiettivi e sinceri,e questo per me vale più di ogni cosa,vale più dei like e vale più delle visualizzazioni.
Quindi,grazie a chi mi legge,nonostante tutto.


lunedì 11 gennaio 2016

L'immorale morale di un Paese fallocentrico

Lo ammetto.
Stavo studiando come ogni giorno.
Il mio evidenziatore scorreva sulla carta liscia sulla quale avevo stampato i miei riassunti,ma la stanchezza dovuta alla mancanza di sufficiente riposo di quest'ultimo periodo, che si protrae ormai da settimane,l'ha avuta vinta e ho deciso di fare una pausa.
Ho preso il mio telefono tra le mani e ho iniziato a scorrere la sezione notizie,quando dopo aver letto dell'ennesima tragedia a largo delle coste pugliesi,e un articolo sulla morte di David Bowie,mi sono imbattuta in un altro pezzo,che da subito ha attirato la mia attenzione. Il titolo era questo:
 "Sondaggio choc tra gli islamici:la moglie deve obbedire al marito",pezzo scritto da Sergio Rame,pubblicato 18 ore fa su "Il Giornale".
Come molti ormai sapranno,dopo i rivoltanti,vomitevoli,orribili,inquietanti (e chi più ne ha più ne metta) accadimenti di capodanno che hanno visto come palcoscenico le città di Colonia e di Amburgo,si è riacceso il dibattito a proposito della violenza sulle donne,stavolta però coperto dal velo della differenza che vi è riguardo la figura della donna,tra la cultura occidentale e quella mussulmana.
Io non sono mai stata in un paese mussulmano. Le informazioni (scarse)che ho circa questa cultura,provengono dai libri,dai giornali,dai documentari...ma so come vanno le cose qui,nel mio paese,so che trattamento viene riservato alle donne e non è certo il migliore.

giovedì 7 gennaio 2016

Noia:una brutta bestia

Io credo che la gente si annoi un sacco.
Da cosa lo deduco?
Semplice. Lo deduco dal fatto che un sacco di persone,in questi ultimi giorni di vacanza,non hanno trovato  nulla di meglio da fare che polemizzare sul film di Zalone,e sul  fatto che tantissima gente sia andata a vederlo.
Ho perfino letto articoli lunghissimi nei quali si ipotizzava una sorta di complotto,il cui tenore era più o meno "non sei tu che decidi cosa andare a vedere al cinema,sono loro che decidono per te". Inutile dire che non mi è esattamente chiaro chi siano "loro",visto  che in tutto l'articolo gremito di parole reboanti,si è acutamente voluto evitare di chiarire il significato recondito di "loro".(Loro chi? La medusa film?Il governo?Gli Illuminati?!)
Mi domando il perchè di queste polemiche.
A me,che la gente guardi i film di Win Wenders o quelli di Zalone,non mi frega una cippa,cioè,nella mia vita quotidiana,cosa cambia?
Lo chiedo pure a voi. Che vi cambia?
Ma ecco dove sta il vero problema. Al pari di qualsiasi categoria di fanatici,anche in questo caso,intere cerchie di persone qualificano come "ignoranti" o "emblema dell'italiano medio" coloro che vanno al cinema  a vedere Zalone,e se gli ignoranti che vanno al cinema a vedere Zalone poi votano,ecco spiegato perchè l'Italia sta come sta.
Quindi cari fan di Zalone,fatevene una ragione!Se l'Italia fa schifo,è colpa vostra!Abbiate quindi almeno l'accortezza di non andare a votare,così noi bravi italiani che guardiamo Wes Anderson e David Cronenberg, non dovremo pagare le conseguenze della vostra idiozia.
Siamo onesti,è una gran forzatura,per non dire colossale puttanata.
Tra i fan di questa comicità che molti di voi, definiranno "spicciola",ci sono le persone che io stimo più al mondo,cioè i miei genitori e i miei familiari,nessuno dei quali può esser definito come "italiano medio",e non perchè lo dico io,ma perchè sono persone che sanno affrontare un qualsiasi argomento,persone che non si fanno mangiare il cervello da Studio Aperto,ma che hanno un pensiero proprio non dovuto ad altrui influenze,ma basato sull'esperienza personale. Sono persone che hanno letto e leggono una vagonata di libri,molti più di quelli che ho letto io che non sono una fan di Checco Zalone.
Quindi sulla base di cosa dovrei io,e dovreste voi,giudicare chi ha semplicemente dei gusti in materia di cinema,diversi dai miei,/vostri?
Avete mai visto un film di Zalone?Perchè se nemmeno avete avuto la decenza di guardarne uno prima di sparare a zero,allora siete voi gli ignoranti,per giunta prevenuti. Niente di peggio dell'esser prevenuti e avere tuttavia la presunzione di elargire giudizi.
Io un film di Zalone l'ho visto,era "Che bella giornata". Un semplice film che ho guardato senza pretese,che sapevo non avrebbe arricchito le mie conoscenze,ma che al massimo mi avrebbe solo fatto ridere. Nè bello nè brutto. Ricordo vagamente la trama e qualche battuta,nulla di più,insomma un film come ce ne sono tantissimi e di cui capisco il successo.
Zalone è quel tipo di comico che senza entrare in merito a questioni di politica o questioni religiose,riesce a far ridere il pubblico. Le sue battute sono semplici,facilmente comprensibili ed è in questo che sta il suo punto di forza. Insomma,alla fine di un anno magari un pò brutto o pesante,come probabilmente lo è stato per la stragrande maggioranza degli italiani,una persona può anche avere voglia di staccare,di farsi due risate senza l'amaro in bocca,e non essendo Star Wars esattamente il suo genere,va al cinema e vede un film comico di Checco Zalone. Che male c'è?
Davvero volete giudicare persone che nemmeno conoscete,in base a questo?O davvero credete che il problema dell'Italia sia il fatto che un film comico riscuota così tanto successo?
Suvvia!Per anni in Italia a Natale si trovavano solo cinepanettoni che incassavano senza che nessuno gridasse al complotto e che,volendo erano molto peggio dei film di Zalone.
Quindi per favore,capisco la noia,dovuta in gran parte alla difficile digestione degli infiniti pranzi natalizi e di capodanno,ma se proprio non sapete che fare,anzichè leggere articoletti di dubbia utilità al fine di trovare un motivo in più per giudicare,prendetevi un bel libro,sedetevi comodi su una bella poltrona al lume di una lampada e godetevi la lettura.In alternativa,se proprio volete mostrarvi superiori a questa mandria di "zaloniani ignoranti" e trattare argomenti quali i test della Corea del Nord,iniziate dapprima ad informarvi sul dove si trovi la Corea del Nord,perchè ci metto la mano sul fuoco,in tanti che parlano e straparlano,non lo sanno.

Saluti.

domenica 3 gennaio 2016

Ammuffita ispirazione

La muffa cresce di nuovo sulle pareti di questa stanza.
Di nuovo quel sottile strato scuro,
di un colore misto tra il verde e il nero,
prolifera sul bianco intonaco,
non più bianco oramai.
E quel nauseante odore di scantinato
buio e umido,
mi prende alla testa,
alla schiena,
alle mani,
al ventre,
ai polmoni,
alla gola che brucia,
al naso che cola.
-Merda-
penso io.

Un altro anno è passato
tra la muffa e la piattezza di questa poesia,
come la mia storia,
poco avvincente.
Il nuovo anno è iniziato.
2+1+6=9.
Nove,forse un numero fortunato.
Con poca convinzione,
pateticamente cerco d'attaccarmi 
a frivolezze scaramantiche,
cercando fiducia in un numero.

Altrettanto pateticamente,
mentalmente faccio una lista di buoni propositi,
rendendomi conto ben presto,
che i miei progetti sono uguali 
a quelli dell'anno passato.
-Che senso ha dopo tutto,una lista di buoni propositi?-
da sola mi consolo per allontanare
l'idea che il mio tempo sta passando,
inesorabilmente,
mentre io sono ancora qui,
e anche la muffa è ancora qui.

Sarei muffa forse,
se solo avessi la determinazione
di lottare contro flaconi di varechina.
Ma la tenacia della muffa è inversamente proporzionale alla mia.
-E chi lo avrebbe mai detto?-
penso tra me,
con stampato in faccia magnifico stupore.
-Ecco il mio buon proposito-
scrivo mentre il freddo diventa piano più insistente,
-Sarò tenace,si,sarò tenace come la muffa-.