mercoledì 6 aprile 2016

Correre

Da un pò di tempo a questa parte,mi ripropongo di scrivere qualcosa,anche solo una cazzata,qui sul blog.
Puntualmente scrivo una frase,e puntualmente,un istante dopo,la cancello. Poi clicco sulla X in alto,a destra dello schermo. Chiudo tutte le pagine,spengo il pc,e sparisco.
Torno a questa mia incontrollabile e incasinatissima vita quotidiana.
Sono talmente presa dal vano tentativo di riprenderne il controllo,da non avere idee.
La verità è che non scrivo più perchè mi sembra di non aver niente da scrivere,nulla di cui parlare.
Sto lentamente diventando apatica,e di nuovo mi sto chiudendo nel mio piccolo mondo di pensieri fini a se stessi.
Prima annotavo ogni idea sulla mia fedele agenda nera,ripromettendomi di analizzarla in un fantomatico ed indefinito futuro.Ora niente,non faccio più neppure quello.
Ora i pensieri mi riempiono il cervello e poi spariscono,affondano in un mare confuso di cose,immagini,impegni.
E' una fase,si. E' solo una fase,lunga,certo,ma pur sempre una fase che prima o poi dovrà passare. Prima o poi dovrò tornare alla mia patetica,adesso agognata normalità.
Ah,la primavera.
Amo la primavera. E' la mia stagione preferita. Tutto rinasce dopo la morte invernale. I ciliegi in fiore trasudano serenità,e quest'anno perfino tra le mie piante grasse e succulente,ho contato pochi decessi,nonostante le infinite e violente grandinate sassaresi.
Eppure,quanti vuoti si porta dentro il mio cuore.
Nel giro di pochi mesi ho perso tre persone a me care. 
Ho visto più morti negli ultimi mesi che in una vita intera,e si,è dura,è straziante,è demotivante,e ancora mi sembra di avercelo attaccato addosso quell'odore di morte,ancora mi pare di sentirli ronzare nelle orecchie i pianti,e ancora mi pare di vederli,i visi sciupati,le guance ricoperte di lacrime,l'atroce rassegnazione nello sguardo di chi ha perso.
A momenti il cinismo prende il sopravvento e penso che al mondo muoiono tantissime persone ogni fottuto giorno,e penso che tra quelle persone ci sono tanti poveri bambini che la vita non l'hanno mai vista,mai conosciuta,che sono morti senza neppure avere la possibilità di commettere un peccato,di dire una bugia,di rubare una caramella o di mangiare una fetta di torta di troppo. E' lo stesso cinismo che mi dà ragione a sufficienza per pensare,per dire a me stessa,che è meglio morire piuttosto che vivere senza ricordare,senza poter respirare,senza potersi muovere da un letto..
Ma più spesso aimè,sono i sentimenti,le emozioni,quelle che prendono il sopravvento,e allora penso che ho perso dei pezzi di vita,pezzi che direttamente o indirettamente,che più o meno,hanno contribuito a fare di me quella che sono.
Ed è come avere tra le mani una fotografia,dove sono ritratti tutti quelli che conosco,familiari,amici,parenti,conoscenti, che improvvisamente spariscono,diventano parte integrante dello sfondo,si confondono con questo,al punto da diventare invisibili.
Vite,storie,avventure che si perdono,che non esistono più se non nei ricordi,e i ricordi sono strani,i miei almeno.
Ricordo le cose più insignificanti.
Di mio zio Mario,ad esempio ricordo la vecchia 500 verde acqua dentro alla quale era attaccata una corda con sopra appesa una sfilza di occhiali da sole.
 Del buon vecchio Ivan ricordo una gaffe su William Cervi,in realtà Winston Churchill. 
Di mia nonna ricordo le magnifiche frittelle di melanzane,melanzane che voi umani non potete neppure immaginare. 
Di mio zio Piero,ricordo che fumava,e non mi riconosceva mai,ma di lui ricordo bene solo le ultime nostre parole al telefono,dove mi diceva che si sarebbe ripreso e che in primavera sarebbe venuto a trovarci e a mangiare con noi la Piscadura (piatto tipico delle nostre parti che fa aumentare drasticamente i livelli di colesterolo nel sangue ancora prima di mangiarlo). Sapevo che erano le ultime parole che avrei sentito uscire dalla sua bocca. Morì due settimane dopo,il 15 febbraio 2016.
E' di mio zio Antonio che ricordo tante cose.Ricordo che da bambina mi sembrava un gigante,che lavorava tantissimo in campagna e che aveva delle galline,una delle quali un giorno mi beccò su un dito,lasciandomi per anni una grossa cicatrice. Ricordo che quando in estate andavo a stare a casa sua e di mia zia,cenavamo insieme:pennette al sugo,una fettina e un insalata. Ricordo che un giorno,rientrò dalla campagna con un secchio di latta,e dentro un piccolo porcospino per me. 
Mi sembrava un gigante mio zio.
 Anche lui è andato via,dissolto domenica mattina e ancora no,non metto a fuoco,ancora forse non riesco a crederci,ma credo che la verità mi investirà come un treno in corsa quando capirò davvero che non devo più andare a trovarlo,che non devo più fargli gli auguri di natale,o di pasqua...
Questo è quel che rimane. Ricordi che svaniranno quando anche io sarò dissolta,quando noi saremo dissolti. A ben vedere è triste e deprimente sapere che di noi,non resterà altro che una lapide con su scritto un nome e una data,e tanto varrà la nostra esistenza su questa terra,ma,si,probabilmente è giusto così.
Mentirei se dicessi che tutte queste morti erano inaspettate,mentirei se dicessi che sono state un fulmine a ciel sereno,ma non si è mai pronti ad accogliere un vuoto nel proprio cuore,non si è mai pronti alla rassegnazione,non si è mai pronti nemmeno quando la pietà ci dice che la morte,in quella circostanza,è la liberazione.
La vita continua,ma anche se si è forti,tre vuoti a distanza ravvicinata sono duri da sopportare.
Eppure bisogna rialzarsi.La vita non concede pause, il tempo,non si ferma.Lo capisco ora,più che mai.
Ieri ho parlato con un'amica. Ci siamo sentite solo via messaggio. Lei lo sa che preferisco stare sola adesso,che non sono brava a parlare in certi momenti,che ho bisogno di pensare,di riflettere,di guardare per ore una parete,di affrontare da sola il caos nella mia testa,finchè il caos non diventa ordine.Lei lo sa che sono orgogliosa,che non voglio aiuto,che preferisco farcela da sola,quand'anche questa solitudine comporti l'impiego di più forze,di più tempo.Lei lo accetta,per questo è mia Amica. Le ho detto che mi sembra che il mondo stia girando nella direzione opposta alla mia,che ogni volta che mi rialzo,succede qualcosa che mi butta nuovamente a terra. Questa la sua risposta:<<Cate,anche se il mondo gira al contrario,tu mettiti a correre che non ti ferma nessuno.>>.
Grazie.
Ora corro,corro più veloce che mai...